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Cicloturismo a Pordenone

A poche decine di chilometri da Lignano Sabbiadoro, tra pianura e montagna, si estende la provincia di Pordenone, ricca di tesori artistici, naturalistici ed enogastronomici.
Scopri gli itinerari cicloturistici che abbiamo tracciato in collaborazione con il Comune di Pordenone ed arricchisci la tua vacanza a Lignano scoprendo i tesori del Friuli Venezia Giulia.

In Friuli Venezia Giulia in poco meno di un'ora di auto si può passare dal mare alla montagna, da Lignano Sabbiadoro a Pordenone. Allora perché non approfittarne e godere di questa enorme varietà di paesaggi durante la stessa vacanza?

Qui di seguito ti proponiamo tanti itinerari diversi alla scoperta del pordenonese: sono perfetti da percorrere in bicicletta grazie anche ai tracciati GPX collegati, ma possono diventare uno spunto interessante per una gita con qualsiasi altro mezzo tu desideri. 

Il cuore della maggior parte di questi itinerari è Pordenone, il capoluogo di una provincia variegata che ti saprà sorprendere con eccellenze artigianali (dai mosaici di Spilimbergo ai coltelli di Maniago), paesaggi lunari (i Magredi), sorgenti, laghi, corsi d'acqua e altre magnifici paesaggi. Inizia da qui la tua scoperta!

COSA VEDERE A Pordenone

E ora scopri tutti gli itinerari cicloturistici nel pordenonese

1. Cattedrali, castelli, abbazie, torri, logge e mulini
2. La magia delle acque e il borgo dei cesti
3. Su e giù per la pedemontana, tra sorgenti, castelli, insediamenti preistorici
4. La città dei coltelli e il borgo dei presepi
5. Un'abbazia millenaria nel verde della pianura
6. Venezia delle Nevi: salire in alto per vedere il mare
7. La steppa del Nord-Est e il mare dei sassi
8. Castelli da fiaba e l'arte del mosaico
9. Fontana di aga del me pais
10. Il lago incastonato tra le montagne e il segreto dei Dalz

1. Cattedrali, castelli, abbazie, torri, logge e mulini
Concordia Sagittaria, Cordovado, Pordenone | 54,8 km |
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Pordenone_Ulderica da Pozzo
Credits Ulderica Da Pozzo

Questo percorso permette con un unico itinerario di fare un viaggio a ritroso nel tempo, toccando luoghi di ricchi di storia. Si parte da Concordia Sagittaria, antica colonia romana, un tempo Julia Concordia, che conserva tracce di epoche passate risalenti anche al I secolo a. C. . Poco distante si trova Portogruaro, elegantemente adagiata sul fiume Lemene, sospesa tra medioevo e rinascimento, dove il municipio si presenta come un  edificio gotico dalla singolare facciata in cotto con merlature ghibelline e finestre in stile veneziano. Passando dai mulini di Boldara si arriva a Cordovado, uno dei Borghi più belli d'Italia, antico borgo medievale, per poi arrivare a Sesto al Reghena, dominato dall’antico complesso abbaziale, sfiorando i Mulini di Stalis. Dell'antico castello di Sbrojavacca a Chions sopravvive invece solo una torre. Pordenone infine si presenta con la sua particolare Loggia Municipale, adornata di due eleganti pinnacoli a baldacchino e di un orologio astronomico-lunare.

2. La magia delle acque e il borgo dei cesti
Pordenone, Polcenigo, Palù, Aviano, Pordenone | 51 km |
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Borgo dei cesti_Massimo Crivellari
Credits Massimo Crivellari

Pordenone è una città ricca di verde e  di acqua, che incanalata in diverse rogge ha favorito lo sviluppo di diverse attività artigianali, che ne sfruttavano la forza. Partendo dalla città sul Noncello e dirigendosi verso la pedemontana si può agevolmente raggiungere un luogo anch’esso ricco di acqua, come già suggerisce il nome Palù di Livenza, sito Unesco: un sistema di sorgenti che nascono direttamente da sotto la montagna che incanta in un paesaggio tutto verde e blu. Non stupisce che sia stato scelto nella preistoria da una comunità che viveva sulle palafitte e che sia legato a culti antichi, di cui riaffiorano tracce in alcuni riti tradizionali. Dopo aver visitato la graziosa Polcenigo (annoverata tra  Borghi più belli d’Italia, dove ogni anno si svolge la tradizionale sagra dei cesti) si arriva ad Aviano, passando per il borgo castellano di Castel d’Aviano, per poi tornare a Pordenone.

3. Su e giù per la pedemontana, tra sorgenti, castelli, insediamenti preistorici
Pordenone, Caneva, sorgenti del Livenza, Mezzomonte, Pordenone | 65,5 km | VISUALIZZA TRACCIATO GPX

Pedemontana_Credits Valentina Paro

Questo percorso ad anello con partenza e arrivo nella vivace e briosa Pordenone, conduce alla scoperta di diversi ambienti che si possono trovare nella zona pedemontana. Prima si sale verso le colline di Caneva dominate dall’antico castello, immergendosi in un paesaggio particolare ravvivato dai colori caratteristici delle cave di carbonato di calcio, tra ulivi e vigneti.  Poi si scende verso il Palù di Livenza, il più antico sito palafitticolo del Friuli Venezia Giulia, tutelato dall’Unesco, con le sue sorgenti che sgorgano magicamente dalla montagna (Santissima e Gorgazzo). Chi ancora non è stanco/a può salire fino a Mezzomonte, piccolo borgo caratteristico, con case di sassi disposte e costruite su più livelli, che si affaccia mollemente sull'ampia pianura, da un costone a circa 500 metri sul livello del mare, per tornare a Polcenigo e infine a Pordenone.

4. La città dei coltelli e il borgo dei presepi
Maniago, val Colvera, Poffabro, Navarons, Meduno, Maniago | 32,2 km | VISUALIZZA TRACCIATO GPX

Maniago_Denis Scarpante
Credits Denis Scarpante

Partenza e arrivo di questo itinerario che porta alla scoperta della Valcolvera è Maniago, la città del coltello, le cui lame sono famose e ricercate in tutto il mondo.  La Val Colvera offre un ambiente naturale caratterizzato da incredibili contrasti, dalla aspra forra del Bus del Colvera, alla ridente valle, ai boschi e torrenti, all’imponente catena montuosa del Raut. L’essere umano vi si è inserito in particolare armonia con una  splendida architettura rurale costituita da case in pietra con archi, porticati e ballatoi in legno, aggregate a schiera o in piccole corti. Questa valle  – dove si coltivano antiche tradizioni artigiane come quelle degli scarpets - è stata scelta da numerosi artisti come luogo per vivere, lavorare e ispirarsi. Gli stessi piccoli borghi sono opere d’arte e Poffabro, tra i Borghi più belli d’Italia, per Natale si fa presepe tra i presepi.

5. Un'abbazia millenaria nel verde della pianura
Pordenone, Sesto al Reghena, Pordenone | 54,6 km | VISUALIZZA TRACCIATO GPX

Sesto al reghena_Elio e Stefano Ciol
Credits Elio e Stefano Ciol

La partenza da Pordenone alla volta di Sesto al Reghena, uno dei borghi più beli d’Italia, da Pordenone, permette di ammirare un esempio di villa veneziana situata in campagna, Villa Cattaneo, svelando un aspetto inedito della graziosa e operosa città sul Noncello.Diverse sono le aree di interesse naturalistiche attraversate dal percorso, come il parco del Mortol a Fiume Veneto, ma la vera protagonista è l’antica Abbazia, un tempo, come suggerisce il nome Santa Maria in Sylvis, circondata dal bosco, ora immersa in una verde pianura. Nella cripta echi di Bisanzio con una Madonna greca, ma anche di arte longobarda  nell’urna di Sant’Anastasia, manufatto misterioso e bellissimo. Passando attraverso una imponente torre si accede a una deliziosa corte, circondata da campanile, cancelleria, residenza abbaziale, loggetta e portico d’ingresso alla basilica triabsidata. Una oasi di pace, quasi fuori dal tempo, antico centro spirituale e di potere.

6. Venezia delle Nevi: salire in alto per vedere il mare
Pordenone - Dardago - Venezia delle nevi - Piancavallo - Aviano | 53,4 km | VISUALIZZA TRACCIATO GPX

Venezia delle nevi
Credits Paolo Burigana

Partendo dall’elegante e grazioso centro storico di Pordenone, col suo corso sul quale si affacciano eleganti palazzi affrescati in stile veneziano, tanto da essere denominato il Canal Grande di Pordenone si risale dolcemente l’ultimo tratto di pianura per arrivare a Dardago. Da qui comincia una impegnativa salita lungo la ciclabile della Venezia delle nevi, località che ancora una volta ricorda il legame di Pordenone con la Serenissima e il mare, che difatti si potrà ammirare all’orizzonte nelle giornate più limpide. La fatica sarà dunque ampiamente appagata da un panorama mozzafiato. Lungo il percorso si possono fare piccole deviazioni alla scoperta di chiesette e fresche sorgenti. Una volta raggiunta la località turistico montana di Piancavallo si scenderà , con prudenza, ad Aviano, assaporando l’ebbrezza della discesa.

7. La steppa del Nord-Est e il mare dei sassi
Pordenone, Cordenons, San Quirino, Pordenone | 45.6 km | VISUALIZZA TRACCIATO GPX

Magredi_Clelia del Ponte

In to the wild, tra magredi e risorgive. Questo percorso per buona parte sterrato permette di immergersi in due ambienti unici alle porte di Pordenone, di cui si potrà scoprire il quartiere di Torre, dove la storia si accavalla in pochi metri quadrati - dalla villa romana al castello ora Museo archeologico, all’archeologia industriale dei cotonifici che raccontano lo sviluppo industriale vissuto a cavallo tra Ottocento e Novecento, che fece guadagnare alla città l’appellativo di piccola Manchester d’Italia. Superato Cordenons si entra nei magredi, una vera e propria steppa che prelude a una distesa ghiaiosa dominata da lontano dallo splendido massiccio del Cavallo. Qui si inabissano le acque di due torrenti,  lasciando in superficie lucenti sassi bianchi, per poi riaffiorare nella zona delle risorgive, che si fa verde e rigogliosa. Prima di rientrare a Pordenone si potrà seguire l’evoluzione del fiume Meduna finalmente riapparso tra i sassi.

8. Castelli da fiaba e l'arte del mosaico
Pordenone, Valvasone, Spilimbergo | 47,6 km | VISUALIZZA TRACCIATO GPX

Spilimbergo
Credits Denis Scarpante

Partenza da Pordenone e dal  suo vivace salotto all’aperto lungo corso Vittorio Emanuele coi suoi palazzi affrescati. Attraversato agevolmente grazie a  due guadi l’ambiente magredile si raggiunge Valvasone, uno dei borghi più belli d’Italia, splendida scenografia architettonica coronata dal suo castello (che custodisce al suo interno un graziosissimo teatrino settecentesco), per una celebre rievocazione storica di ambientazione medievale. Da qui si prosegue verso Spilimbergo, grazioso borgo di origine medievale, anch’esso teatro di una rinomata rievocazione, caratterizzato da strade porticate, vicoli e piazzette, adornato di palazzi rinascimentali, spesso affrescati. Caratteristico il suo Duomo dai 7 occhi e l’elegante corte del suo castello. Da non perdere una visita alla Scuola Mosaicisti del Friuli nota in tutto il mondo e un assaggio dei prodotti locali.

9. Fontana di aga del me pais
Pordenone, Valvasone, Casarsa, Pordenone | 57,4 km | VISUALIZZA TRACCIATO GPX

Casarsa
Credits Elio e Stefano Ciol

Partenza da Pordenone, che si presenta città ricca di acqua e di verde, coi suoi parchi, le sue rogge e i suoi laghetti. Attraversato agevolmente grazie a  due guadi l’ambiente magredile, che per un attimo ci catapulta in un’ambientazione lunare col suo mare di sassi bianchi, si raggiunge Valvasone, uno dei borghi più belli d’Italia, splendida scenografia architettonica coronata dal suo castello (che custodisce al suo interno un graziosissimo teatrino settecentesco) per una celebre rievocazione storica di ambientazione medievale. Da Valvasone a Casarsa il passo è breve e si entra immediatamente nell’atmosfera rurale vissuta e rievocata nelle sue poesie in friulano da Pier Paolo Pasolini. Tra le tappe, prima di rientrare a Pordenone  il cimitero, dove è sepolto, e Versuta, piccolo borgo dove ancora si respira l’eco della civiltà contadina che incantò il poeta.

10. Il lago incastonato tra le montagne e il segreto dei Dalz
Barcis - Molassa - Andreis | 28,66 km | VISUALIZZA TRACCIATO GPX

Barcis_Crivellari
Credits Massimo Crivellari

Il percorso conduce alla scoperta del primo tratto della Valcellina, valle selvaggia e antica, che ha generato poeti e scrittori come Mauro Corona e Federico Tavan. Il lago di Barcis imbrigliato da un sistema di dighe che si affacciano sull’orrido della forra, incanta col suo punto di blu intenso, vegliato dai monti che lo sovrastano. Da qui parte l’esplorazione verso la Val Pentina da una parte e verso Andreis dall’altra, dove si può ammirare la tipica architettura spontanea caratterizzata dai Dalz, ballatoi in legno scuro su più piani. Qui si trova anche un centro di recupero rapaci e un circuito di nordic walking. La vecchia strada conduce nella Forra del Cellina (Riserva Naturale): un incredibile canyon -  il maggiore della regione e uno dei più spettacolari in Italia - formato da ripide rocce che precipitano verticalmente nel torrente dalle acque cristalline.

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Progetto realizzato in collaborazione con il Comune di Pordenone e FIAB a Ruota Libera